Mercato serramenti 2025: il rapporto UNICMI fotografa l'assestamento
Domanda in calo del 2,6%, residenziale a -6,6%, PVC in sofferenza e non-residenziale in crescita: i numeri del settore dopo la stagione dei bonus.
Dopo anni drogati dai superbonus, il mercato italiano dei serramenti entra in una fase di assestamento. Lo fotografa il rapporto UNICMI — l'Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell'Involucro e dei serramenti — diffuso a luglio 2025: la domanda complessiva cala, ma non in modo uniforme, e dentro i numeri c'è la mappa di dove sta andando il settore. Ecco i dati e la loro lettura, per le aziende e per chi deve semplicemente cambiare le finestre.
Chi è UNICMI e perché i suoi numeri contano
UNICMI è l'associazione confindustriale che rappresenta le imprese italiane delle costruzioni metalliche e dell'involucro edilizio: serramenti, facciate continue, carpenteria. Il suo rapporto periodico sul mercato è il riferimento statistico del settore, citato da stampa specializzata e operatori. Quando in questo articolo leggi una percentuale, la fonte è quel rapporto (link in fondo): è il nostro modo di distinguere i dati dalle opinioni.
Il quadro generale: -2,6% nel 2025
Il mercato dei serramenti chiude il 2025 con una contrazione stimata del 2,6%, e la previsione per il 2026 indica un ulteriore calo del 2,8%. Numeri che raccontano una normalizzazione più che una crisi: il confronto è con un triennio straordinario, gonfiato dagli incentivi più generosi della storia recente. Il mercato sta tornando verso le sue dimensioni fisiologiche — il problema, per chi ci lavora, è che molte strutture aziendali erano state dimensionate sul picco.
Residenziale giù, non-residenziale su: la doppia velocità
La lettura più interessante del rapporto è la divergenza tra segmenti. Il residenziale — il mercato delle case, il più legato agli incentivi fiscali — arretra del 6,6% nel 2025, con debolezza confermata anche per il 2026. Il non-residenziale (uffici, terziario, ricettivo, edifici commerciali) va in direzione opposta: +5,1% nel 2025 e +3,9% previsto per il 2026, trainato da facciate continue e serramenti in alluminio per progetti di nuova costruzione e riqualificazione.
È una doppia velocità che ridisegna le strategie: chi serviva solo il retail residenziale insegue ora il cantiere e il capitolato, dove contano certificazioni, capacità di commessa e relazioni con progettisti e general contractor.
Quanto pesano ancora i bonus: 3,45 miliardi
UNICMI quantifica ciò che il settore sapeva empiricamente: gli incentivi fiscali restano il motore della domanda residenziale. Nel 2025 sostengono circa 3,45 miliardi di euro di domanda di serramenti — di cui circa 2,7 miliardi riconducibili all'Ecobonus e circa 700 milioni al Bonus Casa.
Il dato che gela la filiera è però la proiezione: per il 2026 la domanda sostenuta dagli incentivi è stimata in circa 1,6 miliardi di euro. Meno della metà. È il numero che spiega la prudenza degli ordini, la cautela sugli investimenti e la corsa a diversificare che si osserva tra i produttori.
Il PVC paga il conto più salato
Il PVC, protagonista assoluto della stagione delle sostituzioni incentivate, è il materiale più colpito dal riequilibrio: -6,7% nel 2025. La spiegazione è nella sua stessa forza: era il materiale del bonus, quello delle sostituzioni rapide nel residenziale — e con il residenziale arretra.
Il segnale più clamoroso arriva dalle importazioni di finestre finite, in gran parte in PVC dall'Est Europa: valevano oltre un miliardo di euro nel 2023, sono scese a circa 900 milioni nel 2024 e crollano a circa 216 milioni nel 2025, con i primi quattro mesi dell'anno in calo di oltre il 50% sullo stesso periodo del 2024. La lettura industriale: la domanda "mordi e fuggi" servita dall'import si è prosciugata prima e più violentemente di quella servita dalla produzione nazionale — un riequilibrio che qualche beneficio alla filiera italiana lo porta.
L'alluminio, più legato al non-residenziale e alle grandi vetrate, tiene meglio ed esce dal rapporto come il materiale con le prospettive relative migliori.
L'effetto Milano e le altre note del rapporto
Il rapporto segnala anche fattori locali e congiunturali — su tutti il rallentamento del mercato milanese delle nuove costruzioni, rilevante perché Milano ha pesato in modo sproporzionato sul non-residenziale italiano degli ultimi anni. È un promemoria utile: dietro le medie nazionali ci sono geografie molto diverse, e chi opera sul territorio lo sa bene.
Cosa significa per le aziende della filiera
La fase che si apre premia chi sa vendere valore invece di sconto fiscale. Tre priorità emergono dai numeri: diversificare verso il non-residenziale dove struttura e competenze lo consentono; difendere la marginalità con prodotto certificato, posa qualificata e servizio, uscendo dalla guerra di prezzo del segmento più colpito; e presidiare la domanda strutturale di sostituzione — il parco infissi italiano resta vecchio — con argomenti concreti: comfort, bolletta, silenzio, valore dell'immobile. La capacità di accompagnare il cliente tra le detrazioni rimaste diventa un servizio distintivo, non più un dato di fatto.
Cosa significa per chi deve cambiare le finestre
Paradossalmente, per il consumatore è un buon momento. Il mercato è più competitivo: i tempi di consegna si sono normalizzati, i fornitori sono più disponibili a trattare e la qualità media dell'offerta è cresciuta. Gli incentivi 2025 (50% prima casa, 36% altri immobili) restano significativi.
Due avvertenze, però. La prima: le stime UNICMI sulla domanda incentivata 2026 dicono che il contesto fiscale non migliorerà — chi ha in programma la sostituzione farebbe bene a non rimandare troppo. La seconda: in un mercato in contrazione qualche operatore fragile uscirà di scena; scegli fornitori solidi, con storia e sede verificabili, perché la garanzia vale quanto chi la firma. I nostri consigli su come selezionarli sono nella guida alla scelta del serramentista.
Come leggere questi numeri se sei un imprenditore della filiera
Tre letture operative dai dati. Primo: il mix conta più del totale — un calo medio del 2,6% nasconde un residenziale a -6,6% e un non-residenziale a +5,1%; la domanda vera è quanto del tuo fatturato sta nel segmento sbagliato, e quanto in quello giusto. Secondo: il crollo dell'import (da oltre un miliardo a 216 milioni) libera quote nel mercato interno — chi ha capacità produttiva nazionale può riconquistare spazi persi negli anni del boom, ma solo con una proposta di valore chiara. Terzo: la stima 2026 sulla domanda incentivata (1,6 miliardi, meno della metà del 2025) è il numero da mettere in cima al budget: i piani commerciali costruiti sul ritmo del 2024 vanno riscritti, non ritoccati.
Cosa monitorare nei prossimi trimestri
Il rapporto fotografa; il mestiere è capire il film. Gli indicatori da tenere d'occhio: l'evoluzione delle aliquote fiscali nella prossima Legge di Bilancio (il vero interruttore della domanda residenziale); i dati sulle compravendite immobiliari, che anticipano le ristrutturazioni; l'andamento del non-residenziale e dei grandi progetti urbani, Milano in testa; i prezzi delle materie prime (alluminio e PVC) che condizionano listini e margini; e i segnali dalla direttiva europea sulle case green, potenziale nuovo motore strutturale della riqualificazione. Su queste pagine li seguiremo trimestre per trimestre: è il servizio che una testata di settore deve alla sua filiera. ## In sintesi Il rapporto UNICMI 2025 racconta un mercato in transizione: -2,6% complessivo, residenziale a -6,6%, non-residenziale a +5,1%, PVC in sofferenza (-6,7%) e import di finestre finite crollati a 216 milioni. La stagione dei bonus straordinari è finita; inizia quella della competizione sul valore — per le aziende una sfida, per i consumatori attenti un'opportunità. Tutti i dati citati provengono dal rapporto UNICMI di luglio 2025 (vedi fonti).
Fonti
Domande frequenti
Come va il mercato dei serramenti nel 2025?
Secondo UNICMI è in assestamento: -2,6% complessivo, con il residenziale a -6,6% per il ridimensionamento dei bonus e il non-residenziale in crescita del 5,1%.
Quanto pesano ancora i bonus sulla domanda di serramenti?
Molto: UNICMI stima che nel 2025 gli incentivi sostengano circa 3,45 miliardi di euro di domanda (2,7 miliardi da Ecobonus e 0,7 da Bonus Casa). Per il 2026 la stima scende a circa 1,6 miliardi.
Perché il PVC è in calo?
Perché era il materiale più legato al mercato delle sostituzioni incentivate. Con meno bonus, il segmento arretra del 6,7% e le importazioni di finestre finite in PVC crollano: da oltre un miliardo nel 2023 a 216 milioni nel 2025.
Quali segmenti crescono nel 2025?
Il non-residenziale (uffici, terziario, riqualificazioni commerciali): +5,1% nel 2025 con previsione +3,9% nel 2026, trainato da facciate continue e serramenti in alluminio.